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DI GIORNO IN GIORNO

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Due vite sospese tra abitudine e paura di perdersi

Due coniugi. Una colazione. Una vita intera.

Mira e Rupeo condividono la stessa casa, lo stesso tavolo e molti anni di matrimonio. La loro giornata comincia come tante altre, tra gesti ripetuti, piccole irritazioni e parole che sembrano aver perso la capacità di raggiungere davvero l’altro.

Dietro l’apparente normalità della vita quotidiana affiorano ricordi contraddittori, vecchi rancori, tenerezze dimenticate e domande rimaste troppo a lungo senza risposta. Ognuno custodisce una versione diversa della loro storia: ciò che per uno è stato amore, per l’altro può essere diventato rinuncia, abitudine o silenzio.

Il tempo che unisce e divide

Come il movimento incessante di un pendolo, il dialogo oscilla tra passato e presente, vicinanza e distanza, desiderio di libertà e paura della solitudine. Mira e Rupeo si cercano e si respingono, si accusano e si proteggono, incapaci di comprendere fino in fondo che cosa li tenga ancora insieme.

Il tempo non è soltanto ciò che è trascorso: è una presenza silenziosa che abita la scena, misura le occasioni perdute e riporta continuamente i protagonisti davanti a ciò che non hanno mai avuto il coraggio di dirsi.

Una quotidianità tragicomica

Tra battibecchi, incomprensioni e improvvise aperture emotive, lo spettacolo racconta con ironia e delicatezza la vita di una coppia matura. Il sorriso nasce dal riconoscersi nei piccoli rituali, nelle frasi ripetute e nelle schermaglie domestiche; ma dietro la comicità si avverte il peso di una domanda più profonda: che cosa rimane dell’amore quando il tempo ne ha consumato le parole?

La casa diventa così il luogo di un confronto intimo e universale. Uno spazio condiviso nel quale due persone possono vivere vicinissime e, nello stesso tempo, sentirsi irrimediabilmente lontane.

Restare insieme: amore, abitudine o paura?

Quando la possibilità della perdita diventa improvvisamente concreta, le certezze vacillano. Sotto le accuse e i silenzi riaffiora un legame fragile, forse logorato, ma mai completamente spezzato. Mira e Rupeo sono costretti a guardarsi nuovamente e a riconoscere nell’altro una parte della propria esistenza.

Lo spettacolo attraversa con sensibilità le contraddizioni della vita di coppia e ci lascia davanti a una domanda senza una risposta semplice: dopo tanti anni si rimane insieme per amore, per bisogno, per abitudine o per la paura di affrontare da soli il tempo che resta?

Una commedia intima, amara e profondamente umana, capace di far sorridere e commuovere, raccontando quanto possa essere sottile il confine tra il desiderio di andarsene e quello, mai confessato, di essere trattenuti.

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Commedia

di

Maurizio Tonelli

regia

Maurizio Tonelli

con

Marina Corradi

Stefano Martinelli

Produzione

Modesta Compagnia dell'Arte

durata  90 min

© 2026 Modesta Compagnia dell'Arte - Valsamoggia (BO)

Attività presso Kinò Campus, San Cesario sul Panaro (MO)
 

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